L’Arena 02/04/2013

Colpito da malore, lo salva la fortuna

SAN GIOVANNI ILARIONE. Una incredibile serie di coincidenze ha evitato il peggio a un 56enne legnaghese alla 12a «Marcia tra i ciliegi in fiore». È stato soccorso da un podista esperto di manovre rianimatorie e subito dopo è arrivata un’infermiera. Inoltre la via è facilmente accessibile all’ambulanza

Il gruppo volontari della Croce rossa italiana di San Bonifacio, che opera in Val d’Alpone

 

San Giovanni Ilarione. Il suo cuore si ferma ma la prontezza di alcuni podisti prima e l’intervento determinante dei volontari della Croce rossa poi lo fa ripartire: è successo ieri alla 12a «Marcia tra i ciliegi in fiore», la non competitiva che è diventata la super classica di Pasquetta in Val d’Alpone. E’ successo tutto attorno alle 10. Sui tre percorsi non competitivi disegnati dalla Polisportiva Ilarione c’erano qualcosa come 1.250 podisti, che non si sono certo spaventati di fronte alle bizze del tempo e al rischio pioggia. Sul percorso medio di 13 chilometri marciava anche un podista legnaghese di 56 anni: la moglie lo attendeva all’arrivo. All’altezza di località Varizia, ottavo chilometro, l’uomo ha accusato un malore e si è accasciato a terra. Poco dopo in quel punto è arrivato un podista: la buona stella del legnaghese s’è fatta vedere in quel momento visto che il concorrente aveva conoscenze di manovre rianimatorie. L’uomo si è immediatamente inginocchiato a terra e ha iniziato il massaggio cardiaco. Nemmeno il tempo di prendere il cellulare per chiamare aiuto che, nello stesso punto, è arrivata una podista che fa l’infermiera all’ospedale di Legnago e che si è messa subito al lavoro. Dopo nemmeno tre minuti sul posto sono arrivati i volontari del distaccamento di San Giovanni Ilarione della Croce rossa italiana di San Bonifacio. Tripla fortuna per il podista legnaghese visto che il luogo dove ha perso i sensi è agevolmente raggiungibile con l’ambulanza: una volta sul posto gli operatori volontari del soccorso hanno immediatamente attivato le procedure salvavita attraverso il defibrillatore. Il cuore del podista cinquantaseienne si è rimesso in moto alla prima stimolazione e quando sul posto è atterrato l’elicottero del Suem 118 di Verona il cuore dell’uomo batteva autonomamente e lui respirava da solo. Stabilizzato e caricato sull’eliambulanza il podista è stato portato a Negrar. E’ finita bene, dunque, anche per una serie di fortunate coincidenze a cominciare dal luogo, accessibilissimo, in cui il podista veronese si è accasciato. Solo una settimana fa al trail «Maremontana», in Liguria , un analogo episodio si è concluso in tragedia. Altra gara, altre temperature, altro sforzo richiesto ma una settimana fa per raggiungere Paolo Ponzo, l’ex calciatore quarantenne deceduto alla corsa, ci vollero ore. In casi di arresto cardiaco, infatti, solo la tempestività dei soccorsi fa la differenza tra la vita e la morte. «Senza i volontari della Croce rossa», dice Benoit Di Franco, presidente della Polisportiva, «non ne saremmo venuti fuori. Sono choccato, commosso, orgoglioso e voglio dire loro grazie, un grazie da estendere a tutti, dalla Protezione civile ai Carabinieri in congedo, dagli Alpini agli iscritti di Avis e Aido fino ai volontari della Polisportiva. Sono solo alcuni dei nomi dei quasi cento volontari che permettono a questa manifestazione di andare in scena. E adesso posso solo dire che aspettiamo quel podista l’anno prossimo». Un plauso enorme, dunque, esteso a 12 volontari che nella giornata di ieri, con tre mezzi, erano operativi sulla Val d’Alpone: quattro con ambulanza in assistenza alla marcia, quattro con un’ambulanza infermierizzata a San Giovanni Ilarione, quattro con ambulanza a San Bonifacio. Guai a tradurre non competitiva con zero rischi, mai sottovalutare nulla: la Polisportiva non l’ha mai fatto riconoscendo di fatto l’importanza dell’assistenza sanitaria in corsa, anche se non c’è gara. Consapevolezza non così scontata. «I ragazzi delle Croce rossa a San Giovanni Ilarione sono sempre una sicurezza. E’ una fortuna poter contare su di loro», conclude Marco Beltrame, delegato allo Sport del Comune. Loro: quelli che studiano, si fanno mettere sotto esame, rinunciano al proprio tempo libero, scelgono la responsabilità come compagna e per hobby salvano vite.

Paola Dalli Cani

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