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Torneo “Le cinquanta sfumature di Bigio”

Le luci della palestra si spengono su un campo da calcetto vuoto ma ebbro di un assordante silenzio di emozioni. Due porte, ormai stanche di sopportare i numerosi tentativi da gol, delimitano gli estremi opposti di un terreno di gioco intriso di pregresse fatiche, sudori, successi, sbagli, vittorie, sconfitte. Dagli spogliatoi, un intenso brulichio di voci, interrotto da qualche grassa risata, testimonia un vento di serena allegria.

Con questa fotografia si è chiusa anche quest’anno la settima edizione del Torneo di calcetto del Comitato Locale del Basso Veronese, che ha visto lo scontro diretto fra quattro squadre di volontari per un totale di trentasei atleti. Ogni partecipante si è messo in gioco per provare a spingere un po’ più in là quella palla rotonda resa leggera dell’inerzia dell’entusiasmo ma anche pesantissima dai morsi della fatica. Dribbling, pallonetti, corse sulla fascia ma anche cadute, svirgolate, pali e traverse hanno impreziosito una manifestazione che aveva come obbiettivo cardine lo “stare insieme divertendosi”. Nessun agonismo esasperato, nessun professionista del gioco calcio ma…tanti esperti del “condividere in serena allegria”.

Ognuno ha regalato una, due, cinquanta sfumature di se stesso. Tanti colori in un unico dipinto: il rosso acceso della voglia di vincere mescolato al giallo del fair play e al verde smeraldo dell’amicizia; il blu notte dei gol subiti capovolto in un “azzurro cielo” delle reti di rimonta; il grigio della sconfitta, accostato all’ arancione di una birra assieme ai vincitori a fine partita.

Un aggrovigliarsi vorticoso e disordinato di tonalità che poi si riunivano ordinatamente nella creazione di espressioni come quella di gioia di Laura e Daria per la loro prima rete o quella di non rassegnazione di Dino per una sconfitta ormai alle porte; e assieme ai volti anche dei bei gesti quali gli abbracci a fine partita, la condivisione delle poche bottigliette di acqua rimaste e lo spirito di coesione fra vecchi e nuovi volontari.

Da sottolineare anche la decisione di devolvere parte della quota delle iscrizioni al sostegno delle popolazioni colpite dal recente terremoto: un piccolo gesto che testimonia come anche nel divertimento un volontario di Croce Rossa pensa a chi è in una situazione di indigenza.

Questo è stato il Torneo e altro non mi viene da dire. Potrei sciolinare risultati, classifiche, marcatori ma francamente non sono un amante dei numeri e non lo ritengo importante.

Il quadro più bello non è emerso dai gol segnati ma dallo spirito di squadra dimostrato, lo stesso profuso ogni volta che si entra in servizio. Non esiste un buon attaccante se non è supportato da un centro campo che smista bene i palloni e una difesa che è efficace nel placare le incursioni avversarie.

Anche le sfumature sono essenziali e ognuno di noi ne ha di diverse, importanti e assolutamente particolari: solo l’integrazione delle nostre con quelle degli altri ci fa raggiungere la porta o meglio ancora rende il nostro ritratto completo e soprattutto vivace e vincente.

(Andrea Lonardi)

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