La storia di Sara

Inizia con l’articolo di ieri del calcetto e con questo una sezione dedicata ai racconti da parte dei volontari delle loro esperienze di volontariato. Chi avesse voglia di raccontarsi faccia pervenire il materiale in comitato e vedremo di pubblicarlo.


La Storia di Sara 

sara

Baghdad, domenica 5 dicembre 2004

Ieri sera, verso le dieci, per colpa di una bombola di gas difettosa brucia una casa a Baghdad.
Una delle tante disgrazie che qui succedono.
Nella casa che brucia ci sono otto persone.
Sette adulti e Sara.
Sara ha più o meno dieci giorni di vita e ci è stata portata d’urgenza ieri notte qui al nostro Ospedale della CRI al Medical City di Baghdad.
E’ ancora viva perché sua madre, che l’aveva in grembo, colta dalle fiamme l’ha protetta con il suo corpo.
Ultimo gesto di amore e protezione.
Della mamma non sappiamo molto: sappiamo che è stata portata assieme agli altri sei che erano nella casa, tutti ustionati, in altri ospedali.
Sono in gravissime condizioni e ci hanno detto che erano talmente bruciati da sembrare cotti.
Per loro pochissime o quasi nulle le speranze di vita, purtroppo.
Sara ha diverse ustioni di secondo e terzo grado soprattutto ai piedini, a quello sinistro in particolare.
Probabilmente spuntavano dal grembo della mamma che ha cercato disperatamente di proteggerla rannicchiandosi su di lei.
A noi l’hanno portata dei vicini di casa che, dopo aver sfondato la porta, l’hanno trovata piangente sotto la mamma.
E’ nata una gara tra la nostra gente e quella irachena del Nostro Reparto al sesto piano del Medical City per cercare di dare a Sara tutto il possibile. Ogni assistenza.
E’ stata medicata e poi abbiamo cercato il latte per neonati, vestitini ed altro; abbiamo trovato quasi tutto con tanto amore.
Oggi pomeriggio una dottoressa irachena ed una infermiera italiana erano a stirare magliettine portate con difficoltà a misura per Sara, accomunate dall’essere donna.
Domani arrivano i vestitini nuovi. Oggi non è stato possibile: c’era pericolo nelle strade.
Il pannolino, la misura più piccola che avevamo, la veste fino alle ascelle e la rende ancora più piccola ed indifesa.
Sara sarà il nostro Gesù Bambino per questo Natale.
Il Bambinello lo aspettavamo tra qualche giorno.
Così per noi è già Natale.
Forza piccola Sara, non deluderci.
Noi ce la metteremo tutta per rimandarti dai tuoi parenti.

questa è una delle tante storie, belle o brutte, che raccontano quelli come noi

Roberto Baldessarelli
Baghdad (Iraq)

2 Responses

Lascia un Commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: