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Il cuore si ferma e riparte.

Il cuore si ferma e riparte: salva grazie alla

preparazione del personale Cri

 29 NOVEMBRE 2012  AGGIORNATO ALLE 09:17

FOLLONICA – Sembrava un tranquillo trasporto di routine, una paziente da trasferire dalla propria abitazione a Follonica al Pronto soccorso di Grosseto. Senonché quando mancavano ormai pochi chilometri all’arrivo in Ospedale la donna ha avuto un arresto cardiaco. I soccorritori, resisi conto immediatamente della gravità della situazione, racconta la Croce Rossa di Follonica «hanno iniziato le manovre di rianimazione con massaggio cardiaco e ventilazioni polmonari ed hanno erogato con il defibrillatore una scarica elettrica che ha fatto ripartire il cuore della paziente, vittima di un’aritmia (fibrillazione ventricolare) potenzialmente mortale. La signora è stata poi ricoverata presso l’ospedale di Grosseto senza riportare alcun danno cerebrale.»

«Questo evento ci conferma inoltre l’importanza della presenza capillare dei defibrillatori sui mezzi di soccorso – continua la Cri -, anche laddove non sia presente il personale medico ed infermieristico, poiché è proprio quando meno ci si aspetta che potrebbe essere necessario e di reale vitale importanza il suo utilizzo. Il Comitato Locale della CRI di Follonica è stata la prima associazione che si occupa di soccorso nella provincia di Grosseto ad istituire ormai da circa tre anni l’ “ambulanza BLSD” , ovvero – conclude la Cri – un mezzo di soccorso dotato di defibrillatore semi automatico che può essere utilizzato dai soccorritori se opportunamente formati.»

L’esercitazione spaventa i residenti.

L’esercitazione spaventa i residenti

BARDOLINO. Oltre 300 i volontari impegnati su un catamarano in avaria. «Chemical 2012» tornerà in novembre per un finto disastro aereo. Alcuni, vedendo l’incidente navale simulato dalla Protezione civile, hanno allertato le forze dell’ordine: undici i feriti e tre i decessi simulati

15/10/2012

 

Una figurante si sente male durante l’esercitazione: viene soccorsa e portata all’ospedale FOTO AMATO| Il catamarano «Freccia del Garda» teatro dell’esercitazione| I volontari soccorrono i «feriti»

E pensare che l’allarme era scattato davvero. Perché sono state più di una le persone che ieri mattina, passeggiando sul lungolago di Bardolino, vedendo l’aliscafo della Navigarda fermo a poche centinaia di metri dalla riva circondato da mezzi nautici di soccorso con i lampeggianti in funzione hanno pensato a un incidente vero, tanto da chiamare forze dell’ordine e anche i giornalisti per dare la notizia di quanto stava succedendo. Per fortuna, però, quella andata in scena ieri mattina è stata «solo» l’esercitazione della Protezione civile provinciale «Chemical 2012», precisamente la tappa che prevedeva la simulazione di un incidente navale con l’avaria del catamarano «Freccia del Garda» della flotta della Navigarda causata da un incendio scoppiato a bordo.
Ma sono le cifre a dare l’esatta dimensione dell’esercitazione e a spiegare meglio perché la si potesse scambiare per un’operazione vera: 242 il numero di volontari di protezione civile impiegati nei soccorsi cui si sono aggiunti volontari e non appartenenti a vigili del fuoco, guardia costiera, funzionari della Provincia e del Comune, guardia di finanza, polizia di stato, polizia provinciale e locale, carabinieri, Croci sanitarie e Suem 118, Navigarda e prefettura per un totale di 330 persone che si sono mosse all’interno dello scenario ricreato. E ancora: 12 imbarcazioni – tra cui la nuova idroambulanza della Cri di Bardolino – e 4 moto d’acqua per gli interventi di evacuazione e soccorso acqueo e una trentina gli autoveicoli di Protezione civile mobilitati.
Nel parco di Villa Carrara Bottagisio, dove è stata predisposta l’area dei soccorsi, sono stati allestiti 2 Posti medici avanzati (Pma), dove sono stati portati i figuranti che hanno finto problemi sanitari; 4 tende pneumatiche utilizzate per il soccorso delle persone che non necessitavano di cure mediche; un tendone mensa e una cucina che ha preparato circa 300 pasti. I figuranti, anche loro volontari di Protezione civile, sono stati 61 e collocati sull’aliscafo parte come passeggeri e parte come personale dell’equipaggio; a loro il compito di simulare problemi di salute di varie gravità: a fine giornata il «bollettino» sanitario parlava di 5 codici rossi, di cui uno dimesso e quattro accompagnati realmente sino al Pronto soccorso dell’ospedale di Bussolengo e della Casa di cura Pederzoli (il test prevedeva anche la verifica di questo tipo di trasferimento); 6 codici gialli; 1 persona dispersa poi rintracciata a terra. Simulati anche tre decessi causati dalle ustioni conseguenti lo scoppio dell’incendio.
«Le operazioni in acqua sono terminate alle 11.40 e alle 12 è stata dichiarata chiusa l’emergenza sanitaria», spiega Armando Lorenzini responsabile dell’Unità operativa di Protezione civile provinciale e del Coc (Centro operativo comunale) allestito nel municipio bardolinese cui hanno preso parte il vice sindaco Lauro Sabaini e l’assessore alla Protezione civile Giampaolo Zeni. «Il ringraziamento va alla Prefettura, per la quale ha partecipato il vice prefetto aggiunto Gaia Sciacca, che coordina e sovrintende a queste operazioni; al Comune e a tutte le forze dell’ordine e gli enti che hanno collaborato». «Il nostro obiettivo è testare il rapporto e il dialogo tra Protezione civile e istituzioni», ha sottolineato l’assessore provinciale alla Protezione civile Giuliano Zigiotto. «E parliamo di test veritieri perché molte cose in queste esercitazioni non vengono programmate prima proprio per una maggior verifica dell’operatività. Per questo il coinvolgimento delle istituzioni e la loro disponibilità a prendere parte a «Chemical 2012» è uno dei risultati più importanti raggiunti con questo progetto». Prossimo appuntamento a novembre, quasi sicuramente il 17, con la simulazione di un incidente aereo.

Giuditta Bolognesi

Riforma

Croce Rossa: via libera definitivo

da Cdm a riforma, testo al

Quirinale

28 Settembre 2012 – 16:38

(ASCA) – Roma, 28 set – Il decreto legislativo che riorganizza la Croce Rossa, approvato oggi in via definitiva dal Consiglio dei ministri, e’ stato trasmesso al Quirinale.

I tecnici del governo, a quanto si apprende, hanno lavorato al testo fino a ieri sera limando il decreto, approvato dal Cdm in via preliminare il 28 giugno scorso.

Nel testo, composto da 80 pagine, figurano anche i pareri delle due Camere, e vengono confermati i passaggi che trasformeranno la Croce Rossa in Associazione.

La riorganizzazione dell’ente, secondo quanto previsto dal decreto, mira a valorizzare l’attivita’ dei volontari della Cri, garantire all’ente maggiore autonomia e indipendenza, consolidare le risorse umane, risanarne la gestione e acquisire ulteriori risorse finanziarie proprio attraverso l’attivita’ dell’Associazione.

In particolare, come gia’ delineato dal Cdm di giugno scorso, per raggiungere questi obiettivi e’ previsto un processo di graduale trasformazione in associazione privata di interesse pubblico, cosi’ come avviene in tutti i Paesi europei, distinto in tre fasi.

Nel corso della prima fase, che si concludera’ il 31 dicembre 2013, in cui cessara’ il commissariamento, la Cri assumera’ un ordinamento democratico provvisorio e si predisporranno gli atti preparatori alla fase successiva. La seconda fase, che avra’ inizio a gennaio 2014, portera’ alla costituzione di una nuova associazione privata di interesse pubblico della Cri, da qualificarsi come associazione di promozione sociale.

A questa si trasferiranno tutti i compiti svolti prevalentemente da volontari, mentre l”’Ente Croce Rossa” rimarra’ limitato, cambiando denominazione, a funzioni di supporto tecnico-logistico dell’attivita’ dell’Associazione.

Durante questa fase il nuovo Ente gestira’ il patrimonio per ripianare i debiti e provvedera’ a ricollocare il personale in eccedenza (salvo quello assunto con contratto di diritto privato dall’Associazione). La terza fase, che iniziera’ a gennaio 2016, prevede la soppressione e messa in liquidazione dell”’Ente”, mentre all’Associazione saranno trasferite tutte le funzioni attualmente esercitate dalla Cri in qualita’ di ente pubblico

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